Efficienza energetica: Obbligo di pannelli solari sulle case per i nuovi edifici residenziali dal 2029

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Ursula von der Leyen ha presentato il progetto della Commissione europea da 300 miliardi di euro per gas e transizione green.

La Commissione europea sta lavorando sull’obbligo di copertura solare per gli edifici commerciali e pubblici entro il 2025 e per i nuovi edifici residenziali entro il 2029. La Commissione propone anche di accelerare le procedure autorizzative per le energie rinnovabili e le relative infrastrutture.

Questo piano è previsto all’interno del REPowerEU:  risposta dell’Unione alle difficoltà e alle perturbazioni del mercato energetico globale causate dall’invasione russa dell’Ucraina. Come ha spiegato il presidente Ursula von der Leyen, c’è una doppia urgenza per trasformare il sistema energetico europeo: porre fine alla dipendenza dell’UE dai combustibili fossili russi e affrontare la crisi climatica.

Verso l’efficienza energetica e la transizione ecologica: il piano REPowerEU.

Tre gli obiettivi prefissati: il risparmio di energia, la diversificazione delle fonti
e l’accelerazione verso la transizione ecologica. Di fatto, il piano rappresenta uno
strumento importante non solo per rispondere nell’immediato al problema dell’approvvigionamento, ma anche per guardare sul lungo termine a una soluzione per combattere la crisi climatica.

L’”arma” più efficace a breve termine sembra essere appunto il risparmio energetico, per cui l’obiettivo di efficienza energetica dell’UE per il 2030 è stato incrementato,
passando dal 9% al 13%.

Le energie rinnovabili

Attenzione particolare è posta sulle energie rinnovabili, puntando a
innalzare l’obiettivo per il 2030 dal 40% al 45% nell’investimento in questo campo. In particolare, la strategia prevede il raddoppio della capacità solare fotovoltaica entro il 2025, con l’installazione di 600 GW entro il 2030.

Proprio per questo il piano prevede l’obbligo di copertura solare per gli edifici
commerciali
 e pubblici dal 2025 e per i nuovi edifici residenziali a partire
dal 2029, il raddoppio del tasso di diffusione delle pompe di calore e misure per integrare l’energia geotermica e solare termica nei sistemi di teleriscaldamento e comunali.

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BANDO ISI INAIL 2021: dal 2 Maggio le domande per gli incentivi

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METTERE IN SICUREZZA LA TUA IMPRESA ORA É MOLTO SEMPLICE CON IL BANSO ISI INAIL 2021

Scatta la prima fase del bando ISI inail 2021, a sostegno di progetti per il miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Dal 2 maggio 2022 al 16 giugno 2022 sarà attiva la procedura informatica per la compilazione della domanda. Le imprese potranno effettuare simulazioni relative al progetto da presentare, verificare il raggiungimento della soglia di ammissibilità e salvare la domanda inserita. Per accedere alla procedura di compilazione della domanda è necessario che il soggetto richiedente sia registrato sul portale Inail e associato ad una posizione assicurativa.

L’obiettivo del bando è di aiutare le aziende e le PMI.  Il bando dà la possibilità migliorare le proprie attrezzature nonché la qualità della vita e la sicurezza dei loro lavoratori. Questi contributi verranno assegnati fino ad esaurimento, secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande che verranno inviate il giorno del Click Day.

BENEFICIARI DEGLI INTERVENTI

L’iniziativa è rivolta a tutte le imprese, anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale iscritte alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura e anche agli enti del terzo settore limitatamente all’Asse 2 di finanziamento.

QUALI SONO I PROGETTI AMMESSI A FINANZIAMENTO?

Sono finanziabili le seguenti tipologie di progetto ricomprese in 5 Assi di finanziamento:

  • Investimento e Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale – Asse di finanziamento 1 (sub Assi 1.1 e 1.2).
  • Riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi (MMC) – Asse di finanziamento 2.
  • Bonifica da materiali contenenti amianto – Asse di finanziamento 3.
  • Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività – Asse di finanziamento 4.
  • Progetti per micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli – Asse di finanziamento 5.

LA PROPOSTA SMART FUTURE

Il bando INAIL ISI 2021 rappresenta una preziosa opportunità per la riqualificazione del fabbricato, rivoluzionando nel contempo anche il modo di pensare l’impresa: rimuovendo le lastre di cemento amianto ed integrando la nuova copertura con pannelli fotovoltaici, l’impresa passa da nociva ed energivora a ecologicamente virtuosa.

 

Smart Future, tramite partner altamente qualificati, si propone di affiancare la vostra impresa nella:

  • Gestione dell’intero progetto di bonifica, dalle fasi preliminari alla realizzazione
  • Progettazione e la realizzazione di un impianto fotovoltaico per una migliore efficienza energetica dell’immobile.

Smart Future si occupa della gestione di tutte le fasi di progettazione di impianti fotovoltaici e di accumulo, occupandosi anche della realizzazione, della direzione lavori, della sicurezza antinfortunistica, il coordinamento in cantiere, la messa in opera e la gestione delle pratiche di allaccio con il Gestore di Rete.

L’opportunità offerta da Smart Future è quindi la realizzazione di un intervento chiavi in mano di bonifica dell’amianto abbinato all’installazione di un impianto fotovoltaico per migliorare la propria efficienza energetic

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Parco Agrisolare: 1,5 miliardi dal PNRR per impianti fotovoltaici

Firmato il decreto Parco Agrisolare MIPAAF che fornisce le direttive necessarie all'avvio della misura

Il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (MIPAAF) ha pubblicato il decreto del 25 marzo 2022 recante le direttive necessarie all’avvio della misura “Parco Agrisolare”, a cui sono dedicate risorse pari a 1,5 miliardi di euro a valere sui fondi del PNRR. Il 40% delle risorse è riservato al finanziamento di progetti da realizzare nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Obiettivo della misura è sostenere gli investimenti per la realizzazione di impianti fotovoltaici su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, escludendo totalmente il consumo di suolo, tramite l’erogazione di un contributo che potrà coprire anche i costi di riqualificazione e ammodernamento delle strutture, con la rimozione dell’eternit e amianto sui tetti (ove presente) e/o migliorando coibentazione e areazione, costruendo nuovi tetti isolati e creando sistemi automatizzati di ventilazione e/o di raffreddamento.

BENEFICIARI DEGLI INTERVENTI

-Imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria;
– Imprese agroindustriali, in possesso di codice ATECO (i codici ATECO
ammissibili saranno precisati nel Bando);
– Indipendentemente dai propri associati, le cooperative agricole che
svolgono attività di cui all’articolo 2135 del cc e le cooperative o loro
consorzi di cui all’art. 1, comma 2 del decreto legislativo 18 maggio
2001, n. 228.

Sono esclusi i soggetti esonerati dalla tenuta della contabilità IVA, aventi
un volume di affari annuo inferiore ad € 7.000,00.

SPESE AMMISSIBILI E MASSIMALI

Gli interventi ammissibili all’agevolazione, da realizzare sui tetti di
fabbricati strumentali all’attività agricola, zootecnica e agroindustriale,
devono prevedere l’installazione di impianti fotovoltaici, con potenza
di picco non inferiore a 6 kWp e non superiore a 500 kWp.
Unitamente a tale attività, possono essere eseguiti uno o più dei seguenti
interventi di riqualificazione ai fini del miglioramento dell’efficienza
energetica delle strutture:

a. Rimozione e smaltimento dell’amianto (e, se del caso,
dell’eternit) dai tetti, in conformità alla normativa nazionale di
settore vigente: tale procedura deve essere svolta unicamente da ditte
specializzate, iscritte nell’apposito registro;
b. Realizzazione dell’isolamento termico dei tetti: la relazione tecnica
del professionista abilitato dovrà descrivere e giustificare la scelta del
grado di coibentazione previsto in ragione delle specifiche
destinazioni produttive del fabbricato;
c. Realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla
sostituzione del tetto (intercapedine d’aria): la relazione del
professionista dovrà dare conto delle modalità di aereazione previste
in ragione della destinazione produttiva del fabbricato; a ogni modo,
il sistema di areazione dovrà essere realizzato mediante tetto
ventilato e camini di evacuazione dell’aria.

Per la realizzazione di impianti fotovoltaici:
1. acquisto e posa di moduli fotovoltaici, inverter, software di
gestione, ulteriori componenti di impianto;
2. sistemi di accumulo;
3. fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla
realizzazione degli interventi;
4. costi di connessione alla rete;

fino a un limite massimo di euro 1.500,00/Kwp per l’installazione dei
pannelli fotovoltaici, anche in considerazione delle dimensioni
complessive dell’impianto da realizzare e delle correlate economie di
scala, e fino ad ulteriori euro 1.000,00/Kwh ove siano installati anche
sistemi di accumulo. In ogni caso, il contributo complessivo corrisposto
per i sistemi di accumulo non può eccedere euro 50.000,00.

Qualora siano installate colonnine di ricarica elettrica per la mobilità
sostenibile e per le macchine agricole, potrà essere riconosciuta, in
aggiunta ai massimali su indicati, una spesa fino ad un limite massimo
ammissibile pari a euro 1.000,00/Kw, secondo gli importi
dettagliatamente individuati nel bando.
***
Per la rimozione e smaltimento dell’amianto, ove presente, e
l’esecuzione di interventi di realizzazione o miglioramento
dell’isolamento termico e della coibentazione dei tetti e/o di realizzazione
di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto
(intercapedine d’aria):
1. demolizione e ricostruzione delle coperture e fornitura e messa in
opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi, fino
ad un limite massimo ammissibile di euro 700,00/Kwp.
***
La spesa massima ammissibile per singolo progetto è pari a euro
750.000,00 (euro settecentocinquantamila/00), nel limite massimo di euro
1.000.000 (un milione) per singolo soggetto beneficiario.

Questo articolo nel decreto energia rappresenta un vincolo importante perché estende la limitazione per il “fotovoltaico libero” ai centri storici sottoposti a vincolo. Il centro storico di Vicenza, per esempio, ricade interamente in zona Unesco. Dunque anche i palazzi che non hanno un vincolo puntuale, sono obbligati a rispettare le procedure più lunghe e complesse con le relative autorizzazioni.

Installazione Impianto fotovoltaico da 4.5 kWp a Vicenza. La progettazione e realizzazione dell'impianto fotovoltaico è stata seguita da Smart Future

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DECRETO-LEGGE 21 marzo 2022: misure contro l'aumento dei costi energetici

Il decreto legge n. 21 del 21 marzo 2022, introduce  misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina.

Il provvedimento affronta diversi ambiti: dal contenimento all’aumento dei prezzi dell’energia elettrica e dei carburanti, misure in tema di prezzi dell’energia ai sostegni alle imprese e misureper l’accoglienza umanitaria.

 

CONTENIMENTO DELL’AUMENTO DEI PREZZI DELL’ENERGIA

In considerazione degli effetti economici derivanti dall’eccezionale incremento dei prezzi dei prodotti energetici, il decreto prevede la riduzione delle accise sulla benzina e sul gasolio impiegato come carburante per autotrazione con conseguente riduzione del prezzo di benzina e gasolio di 25 centesimi di euro al litro per un periodo di 30 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento.

Per il 2022, l’importo del valore di buoni benzina ceduti a titolo gratuito da aziende private ai lavoratori dipendenti, nel limite di 200 euro per lavoratore, non concorre alla formazione del reddito.

SOSTEGNO ALLE IMPRESE

Il decreto prevede la destinazione di risorse per il sostegno delle imprese per il sostegno delle seguenti misure:

 

  • Piani di rateizzazione per le imprese, con sedi in Italia, delle bollette di energia elettrica e gas di maggio e giugno fino a 24 rate mensili. La garanzia potrà essere rilasciata da SACE, fino al 90% degli importi dovuti ai fornitori;
  • Garanzie da SACE, fino al 90% dell’importo di finanziamento concesso, in favore di banche, istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e altri soggetti abilitati all’esercizio del credito in Italia, che assistono imprese energivore che gestiscono stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale individuati su proposta del ministro dello sviluppo economico. Analoga garanzia è concessa per il finanziamento di operazioni di acquisto e riattivazione di impianti dismessi situati sul territorio nazionale per la produzione di ghisa destinata all’industria siderurgica;
  • Credito d’imposta del 20% a beneficio delle imprese dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW, diverse dalle imprese a forte consumo di energia elettrica. Il credito d’imposta è cedibile ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;
  • Incrementati i crediti d’imposta già in vigore a favore delle imprese energivore (dal 20% al 25%) e delle imprese a forte consumo di gas naturale (dal 15% al 20%).

Per fronteggiare situazioni di particolare difficoltà economica, ai datori di lavoro che non possono più ricorrere ai trattamenti ordinari di integrazione salariale è riconosciuto, nel limite di spesa di 150 milioni di euro per l’anno 2022, un trattamento ordinario di integrazione salariale per alcune settimane fruibili fino al 31 dicembre 2022. La disposizione si applica anche alle imprese del settore turistico.

MISURE IN TEMA DEI PREZZI DELL’ENERGIA

Tra le altre misure vi sono:

  • il bonus sociale elettricità e gas riconosciuto, per il periodo 1° aprile-31 dicembre 2022, a chi ha un valore ISEE pari a 12.000 euro;
  • il potenziamento delle attività di sorveglianza sui prezzi. Sono potenziati l’attività e gli strumenti a disposizione di “Mister prezzi”, il Garante per la sorveglianza dei prezzi già istituito presso il Ministero dello sviluppo economico. In particolare, è istituita una apposita “Unità di missione”, con relativa dotazione di personale, per le attività istruttorie, di analisi, valutazione ed elaborazione dei dati;
  • garanzia di trasparenza e monitoraggio nel mercato del gas naturale. I titolari dei contratti di approvvigionamento di gas per il mercato italiano saranno tenuti a trasmettere al Ministero della transizione ecologica e all’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) i contratti già sottoscritti o da sottoscrivere. Le informazioni tramesse saranno trattate nel rispetto delle esigenze di riservatezza dei dati commercialmente sensibili.

ENTRATA IN VIGORE

Il decreto entra in vigore oggi, 22 marzo 2022.


Decreto energia fotovoltaico

Decreto Energia: Semplificazioni per il fotovoltaico

SEMPLIFICAZIONI CON IL DECRETO ENERGIA

Con il Decreto Energia, per l’installazione del fotovoltaico, sarà sufficiente un modulo scaricabile dal sito del GSE. I moduli saranno da inviare due volte allo stesso gestore dei servizi energetici: uno a inizio lavori ed uno alla fine. Non saranno necessari progetti, asseverazioni o autorizzazioni. Con il Decreto Energia Il governo spinge all’autoproduzione, in particolare a quella elettrica da fotovoltaico.

L’installazione di pannelli rientrano dall’ 1 marzo negli interventi di manutenzione ordinaria. Questa manutenzione ordinaria non è più subordinata all’acquisizione di permessi, autorizzazioni o atti amministrativi di assenso. La semplificazione riguarderà non solo gli impianti più piccoli, quelli fino a 50 Kw, ma anche quelli di dimensioni più grandi, fino a 200 Kw.

LIMITAZIONI AL DECRETO ENERGIA

Restano limitazioni di installazione per i beni “vincolati”, ovvero quelli che ricadono nel codice dei beni culturali e che quindi richiedono le necessarie autorizzazioni paesaggistiche. Nello specifico fanno eccezione gli immobili e le aree dichiarati di notevole interesse pubblico. L’eccezione è rimandata all’articolo 136, comma 1, lettera b e lettera c del codice dei beni culturali e del paesaggio. Ossia ville, giardini e parchi, che si distinguono per la loro non comune bellezza, e i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale inclusi i centri ed i nuclei storici.

Questo articolo nel decreto energia rappresenta un vincolo importante perché estende la limitazione per il “fotovoltaico libero” ai centri storici sottoposti a vincolo. Il centro storico di Vicenza, per esempio, ricade interamente in zona Unesco. Dunque anche i palazzi che non hanno un vincolo puntuale, sono obbligati a rispettare le procedure più lunghe e complesse con le relative autorizzazioni.

Installazione Impianto fotovoltaico da 4.5 kWp a Vicenza. La progettazione e realizzazione dell'impianto fotovoltaico è stata seguita da Smart Future

LE SOLUZIONI

La norma, spiega la relazione del decreto energia, prevede l’estensione dell’ambito applicativo dello strumento del “Modello unico semplificato” per la realizzazione, la connessione e l’esercizio di piccoli impianti fotovoltaici integrati sui tetti degli edifici agli impianti di potenza superiore a 50 kW e fino a 200 kW.

Una spinta, poi, sempre per ridurre l’impatto delle bollette, arriva anche al fotovoltaico in agricoltura. Gli incentivi sono da ora aperti anche agli impianti “agrovoltaici” che adottino soluzioni integrative innovative con montaggio dei moduli elevati da terra, anche prevedendo la rotazione dei moduli stessi, in modo da non compromettere la continuità delle attività di coltivazione agricola e pastorale, anche consentendo l’applicazione di strumenti di agricoltura digitale e di precisione.

 

Fonte notizia: Decreto energia

L’installazione e l’autoproduzione di energia elettrica con pannelli fotovoltaici è l’unica soluzione nel lungo termine per far fronte ai costi alti in bolletta!

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Bonus Alberghi 80%: domande dal 28 Febbraio

Da oggi disponibili il facsimile della domanda, la guida alla compilazione e la modulistica degli allegati. Dal Ministero le risposte alle FAQ

Si aprirà alle 12.00 del 28 febbraio prossimo la piattaforma online sul sito di Invitalia sulla quale le imprese turistiche potranno richiedere il credito d’imposta bonus alberghi 80% e il contributo a fondo perduto per la riqualificazione delle strutture.

A partire dal 21 febbraio è accessibile la sezione informativa della piattaforma Invitalia. Dal sito è possibile scaricare il facsimile della domanda, la guida alla sua compilazione e la modulistica degli allegati.

Il Bando per credito d’imposta 80% e fondo perduto  pubblicato a dicembre 2021 finanzia la riqualificazione delle strutture attraverso l’efficientamento energetico, l’eliminazione delle barriere architettoniche, la riqualificazione antisismica, la realizzazione di piscine termali, la digitalizzazione, il restauro e la ristrutturazione edilizia, in attuazione dell’articolo 1 del DL 152 del 6 novembre 2021, con risorse – 500 milioni di euro – a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

A partire dall’attivazione della procedura, le imprese avranno 30 giorni di tempo per presentare le istanze. Entro 60 giorni dopo tale scadenza, il Ministero del Turismo pubblicherà online l’elenco dei beneficiari.

INTERVENTI AMMISSIBILI: AL PRIMO POSTO L’EFFICIENZA ENERGETICA

Il decreto dà priorità assoluta a quelli che sono gli interventi di riqualificazione energetica. Il decreto si concentra successivamente sull’eliminazione delle barriere architettoniche, la riqualificazione antisismica, realizzazione di piscine termali, digitalizzazione, restauro e ristrutturazione edilizia. Tra le spese ammissibili ci sono quelle per la progettazione (nella misura massima del 2% del totale dell’investimento).

PROCEDURA DI CONCESSIONE DEL CREDITO D’IMPOSTA BONUS ALBERGHI 80%

Per gli interventi i tra il 7 novembre 2021 e il 31 dicembre 2024, è possibile fruire sia di un credito d’imposta sia di un contributo a fondo perduto.

Il credito d’imposta pari all’80% delle spese sostenute è utilizzabile in compensazione tramite modello F24.

L’F24 deve essere presentato solo attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento. Il  ministero del Turismo,  trasmette all’Agenzia delle entrate l’elenco delle imprese ammesse all’agevolazione. L’elenco contiene l’indicazione del bonus accordatodel contributo a fondo perduto, nonché delle eventuali variazioni e revoche.

Il credito può anche essere ceduto, in tutto o in parte, con facoltà di successiva cessione a soggetti terzi, banche e altri intermediari finanziari compresi, secondo le modalità definite con provvedimento 8 agosto 2020.


Rincari bolletta: soluzioni strutturali SmartFuture

Assistenza amministrativa

Purtroppo, i 5,5 miliardi di euro stanziati dal governo per aiutare famiglie e aziende nel primo trimestre di quest’anno non sono bastati. Secondo la Cgia, infatti, a fronte dei rincari bolletta di luce e gas che per il 2022 ammonta complessivamente a 89,7 miliardi, il tasso di copertura supera di poco il 6%, portando il rincaro energetico per il 2022 a 89,7 miliardi, di cui 30,8 in capo alle famiglie e 58,9 alle imprese.

SOLUZIONE NEL BREVE PERIODO PER I RINCARI BOLLETTA

Per arginare ulteriormente il caro energia il decreto-legge prevede che l’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e
Ambiente) “provveda ad annullare, per il primo trimestre 2022, le aliquote relative agli oneri generali di sistema applicate alle
utenze con potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW”, disponendo di un budget di 1,2 miliardi di euro.

Ulteriori aiuti saranno mirati ad aiutare le categorie più in difficoltà: famiglie a basso reddito e piccole imprese o imprese in settori particolarmente danneggiati. Il nuovo sostegno andrà a coprire il secondo trimestre dell’anno. Il governo ha già stanziato 11 miliardi tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, in diversi provvedimenti. Se fosse confermata l’entità, si andrebbe verso i 16 miliardi complessivi.

SOLUZIONE STRUTTURALE

Queste misure sono azioni di breve periodo che si limitano a tamponare l’emergenza dei rincari bolletta senza porre le basi per facilitare una soluzione strutturale al problema. In un contesto di questo tipo è invece essenziale dare un ruolo primario all’efficienza energetica, strumento efficace in grado di mitigare il caro bollette in modo sostenibile e strutturale.

Prima di pensare a come produrre energia è necessario diminuire i consumi e le inefficienze energetiche.

Principio che fatica ad affermarsi fra i policy maker italiani.

L’efficienza energetica è un cardine di SmartFuture, dedita alla progettazione e sviluppo di soluzioni energetiche efficienti in grado di affrontare le sfide proposte dal mercato, in ambito sia residenziale che industriale.

L’efficienza energetica rappresenta uno dei modi più efficaci non solo per rispondere ai rincari bolletta, ma anche per ridurre nel tempo i costi e per portare benefici sulla competitività di impresa e per favorire la transizione ecologica e sostenibile delle imprese.

STRUMENTI PER LE IMPRESE E FAMGLIE PER FAR FRONTE AI RINCARI BOLLETTA

Alle imprese e famiglie conviene investire in efficienza energetica in questo momento, grazie alla possibilità di usufruire di una serie di strumenti di supporto volti a promuovere interventi in questo ambito:

-certificati bianchi
-transizione 4.0
-conto termico
-Ecobonus
-Bonus Casa
-Superbonus110
-PNRR
-Iniziative regionali e locali.

Ogni tipo di progetto è seguito attentamente da SmartFuture ed ogni intervento è accompagnato dai vari strumenti di supporto per promuovere l’efficienza energetica.

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Decreto gasivori: agevolazioni alle imprese a forte consumo di gas

Il Ministro Cingolani ha firmato il decreto gasivori per le agevolazioni alle imprese a forte consumo di gas naturale e che integra il quadro di agevolazioni in bolletta avviato con le aziende “energivore”, ossia a forte consumo di energia elettrica e regolate da specifica normativa.

A CHI SI RIVOLGE IL DECRETO GASIVORI?

  1. L’agevolazione di applica al solo gas per usi non energetici, dove la definizione di “uso non energetico” è la seguente: “uso del gas naturale per fini diversi dall’utilizzazione come carburante per motori o come combustibile per riscaldamento ovvero per usi combinati ai soli fini di riduzione chimica, limitatamente all’uso del gas destinato alla trasformazione in prodotti non energetici e per fini non energetici“;
  2. Le aziende ammesse all’agevolazione sono quelle che presentano un codice ATECO primario tra quelli riportati in allegato al decreto stesso;
  3. L’anno 2020 non viene considerato ai fini dei valori da utilizzare per il calcolo dell’ammissibilità, che saranno valutati sul triennio n-4 n-2 (escluso il 2020 appunto), dove n è l’anno di agevolazione;

QUALI SONO I REQUISITI?

I requisiti per godere dell’agevolazione introdotti nel decreto gasivori sono:

    1. indice IFAT (intensità gas sul fatturato) >= 2% oppure indice IVAL (intensità gas sul Valore Aggiunto Lordo) >= 20%
    2. avere un consumo minimo nel periodo di riferimento di 1 GWh/anno ovvero 94.582 Smc/anno
    3. avere al momento della presentazione della domanda (o al più tardi entro il 31/12 dell’anno di presentazione della domanda stessa)

Le aziende beneficiarie dovranno in alternativa:

  1. adottare un sistema di gestione energia conforme alle norme ISO 50001
  2. essere titolari diDiagnosi Energetica conforme al DL 102/2014. con obbligo di attuazione di almeno uno degli interventi di efficientamento previsti in diagnosi.

Tutte le imprese con consumi maggiori di 1.000.000 Smc/anno (di gas per uso non energetico) dal 01/01/2022 non pagheranno inoltre le componenti RE_TIG e RE_IG in bolletta, sui consumi eccedenti il milione di Smc

Con il nuovo decreto quindi, alcune aziende vedranno ridotti in bolletta i corrispettivi relativi alle componenti RE_TIG e RE_IG, qualora rispettino i requisiti appena indicati.
E’ necessario attendere la pubblicazione di alcune deliberazioni attuative da parte di ARERA nonché la pubblicazione del portale dedicato da parte di CSEA per avere la piena operatività dell’agevolazione.

La raccolta dei dati per la verifica di ammissibilità alle agevolazioni è già possibile.

Testo completo del decreto: Decreto Gasivori

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Bonus alberghi

Bonus alberghi 80% : modalità di erogazione

Bonus alberghi

Il Ministero del Turismo ha pubblicato il decreto in cui definisce i criteri e le modalità per l’erogazione degli incentivi del bonus alberghi 80% e dei contributi a fondo perduto per il settore del turismo. L’annuncio riporta le spese finanziabili e le istruzioni da seguire per inviare la richiesta di accesso alle misure di sostegno economico.

DUE sono le misure adottate nel piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) a favore delle imprese turistiche:

1. Bonus alberghi 80%= Contributo sotto forma di CREDITO DI IMPOSTA, fino all’80 per cento delle spese sostenute con cui sarà possibile ripagare interventi di riqualificazione edilizia e progetti di digitalizzazione.

2. CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO non superiore al 50% delle spese sostenute. Gli stessi soggetti beneficiari del Superbonus 80% potranno richiedere contributi a fondo perduto fino a 40 mila euro. Le risorse dovranno essere utilizzate per finanziare i medesimi investimenti, ossia per interventi di riqualificazione e digitalizzazione delle imprese turistico-ricettive.

INTERVENTI AMMISSIBILI: AL PRIMO POSTO L’EFFICIENZA ENERGETICA

Il decreto dà priorità assoluta a quelli che sono gli interventi di riqualificazione energetica per poi concentrarsi sull’eliminazione delle barriere architettoniche, la riqualificazione antisismica, realizzazione di piscine termali, digitalizzazione, restauro e ristrutturazione edilizia. Tra le spese ammissibili ci sono quelle per la progettazione (nella misura massima del 2% del totale dell’investimento).

PROCEDURA DI CONCESSIONE DEL CREDITO D’IMPOSTA BONUS ALBERGHI 80%

In relazione agli interventi agevolabili realizzati tra il 7 novembre 2021 e il 31 dicembre 2024, è possibile fruire sia di un credito d’imposta sia di un contributo a fondo perduto.

Il credito d’imposta è pari all’80% delle spese sostenute ed è utilizzabile in compensazione tramite modello F24, senza applicazione dei limiti in materia di utilizzo di crediti d’imposta, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui gli interventi agevolabili sono stati realizzati.

L’F24 deve essere presentato solo attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento. Per evitare che il bonus utilizzato in compensazione superi l’importo concesso dal ministero del Turismo, quest’ultimo trasmette all’Agenzia delle entrate l’elenco delle imprese ammesse all’agevolazione, con indicazione del bonus accordato, del contributo a fondo perduto, nonché delle eventuali variazioni e revoche.

Il credito può anche essere ceduto, in tutto o in parte, con facoltà di successiva cessione a soggetti terzi, banche e altri intermediari finanziari compresi, secondo le modalità definite con provvedimento 8 agosto 2020.

PROCEDURA DI CONCESSIONE DEL CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO 

Non può eccedere il 50% delle spese ammissibili e, comunque, il limite di 100mila euro. È riconosciuto per un importo massimo di 40mila euro, che può essere aumentato, anche cumulativamente:

    • fino a ulteriori 30mila euro, se l’intervento prevede spese per la digitalizzazione e l’innovazione delle strutture in chiave tecnologica ed energetica per almeno il 15% dell’importo totale;
    • ulteriori 20mila euro, se il destinatario ha i requisiti per accedere ai benefici per l’imprenditoria femminile o quella giovanile;
    • ulteriori 10mila euro, per le imprese con sede operativa nei territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Il contributo a fondo perduto è erogato in un’unica soluzione alla fine dell’intervento; tuttavia, è possibile richiederne un’anticipazione fino al 30% presentando idonea garanzia fideiussoria rilasciata da una banca, da un’impresa assicurativa o da un intermediario finanziario iscritto al relativo albo oppure cauzione costituita, a scelta, in contanti, bonifico, assegni circolari o titoli di Stato.

Per le spese ammissibili non coperte dagli incentivi (credito d’imposta e contributo a fondo perduto), si può accedere anche al finanziamento a tasso agevolato previsto dal decreto interministeriale 22 dicembre 2017, a condizione che almeno il 50% di tali costi riguardi interventi di riqualificazione energetica.

Fonte: PUBBLICAZIONE D.I. INCENTIVI A SOSTEGNO DEGLI INVESTIMENTI NEL SETTORE DEL TURISMO (ART. 3, D.L. N.152/2021 E MISURA M1C3-33 PNRR)

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Legge di bilancio 2022: Proroga Superbonus e bonus case

PROROGA SUPERBONUS 2022

In legge di bilancio la proroga per le abitazioni monofamiliari e villette

La legge di bilancio per il 2022 proroga l’incentivo fiscale del superbonus 110% alle unità monofamiliari e villette fino al 31 dicembre 2022. Sono stati eliminati la maggior parte dei limiti che il governo aveva immaginato per il Superbonus 110%: nessun tetto Isee, nessune limitazioni all’abitazione principale e no termini di comunicazione della Cila.

L’unico vincolo inserito in legge di bilancio è effettuare il 30% dei lavori entro il 30 giugno 2022

PERCHÈ LA PROROGA È IMPORTANTE?

La proroga del superbonus 100% nella legge di bilancio rappresenta per Smart Future un’enorme opportunità per efficientare più abitazioni possibili. L’efficienza energetica è diventata fondamentale in questo periodo, visto anche l’aumento dei prezzi in bolletta che non sembra destinato a fermarsi.

Cessione credito e sconto in fattura

Prorogate anche le opzioni per la cessione del credito o per lo sconto in fattura (articolo 121 del decreto 34/2020):

  • per interventi di natura edilizia ed energetica, proroga fino al 2024;
  • per interventi rientranti nel Superbonus proroga fino al 2025.

I nuovi vincoli introdotti dal Decreto Antifrodi (visto di conformità e asseverazione) sono confluiti nella Legge di Bilancio 2022. Il prezzario di riferimento è quello indicato nel DM Sviluppo Economico del 6 agosto 2020 e, per alcune categorie di beni, dal DM Transizione ecologica.

Nuovo Bonus 2022

Per il 2022 è prevista una nuova detrazione per eliminazione barriere architettoniche pari al 75% su un tetto di spesa da 50mila euro per gli edifici unifamiliari o unità immobiliari in edifici plurifamiliari fino a 40mila euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari per edifici composti da due a otto unità, o 30mila euro per il numero delle unità per  edifici composti da più di otto unità.

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